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Nada, una delle voci italiane più celebri da molti anni, con all'attivo percorsi nuovi nella musica, si dice molto felice dell’occasione di lettura offerta da “Ad alta voce”. Ultimamente ha scritto anche un libro e leggere in luoghi insoliti contribuisce a permettere "alla gente di sentire, ascoltare parole per le quali forse non si sposterebbe". Ricorda una presentazione di un libro in una Coop :"La libreria era vicino alla pasta – dice - ma era il luogo dove qualcosa di importante accadeva". L'incontro di Nada con la parola scritta in versi è stato da giovanissima, dopo avere iniziato con successo, a partire dal talento, un "mestiere che non mi ero scelta". Da lì è scoccata la scintilla: " La parola – dice - è importante che venga letta, raccontata in luoghi che non siano quelli tradizionali, perché è forte soprattutto quando è semplice e arriva alla gente". Lo ha imparato dal poeta Piero Ciampi che l'ha iniziata alla stessa scrittura magica dei testi che Nada interpretò dopo un incontro con lui: "Era un poeta che scriveva cose semplici e che mi ha fatto scoprire la passione per la scrittura delle canzoni, che sono libere quando sono fondamentali". Sono le stesse parole che usa oggi Nada quando compone: un lavoro lungo e che non ha un tempo creativo. "Scrivo, mi metto a pensare e piano piano vengono le parole; lo faccio quando ho bisogno di lavorare ad un disco e le parole e la musica vengono assieme, si compongono".
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