40 scrittori, attori, poeti, protagonisti dell’impegno civile hanno letto per tutta la città sabato scorso durante la manifestazione "Ad alta voce" che “si conferma evento di originale spessore culturale – ha fatto sapere il messaggio della Presidenza della Repubblica recapitato oggi a Coop Adriatica, che promuove la manifestazione - capace di stimolare e suggerire percorsi letterari insieme a riflessioni sugli argomenti di maggiore rilievo che animano il dibattito contemporaneo”.
Prima dell’evento conclusivo nell’aula Magna di Santa Lucia si stima che oltre 2.500 persone abbiano seguito la maratona letteraria, molte delle quali transitate, durante tutta la giornata, alla staffetta di lettura di fronte all’Ambasciatori. Tra gli appuntamenti più seguiti e animati quello al Mercato della Terra, dove oltre 300 persone hanno ascoltato a partire dalle 9,30 le letture tratte da “La carne impassibile” e da “La via del latte” di Piero Camporesi, dell’attore Ivano Marescotti, del “Gastronauta” Davide Paolini e della scrittrice Grazia Verasani; e poi lo scrittore Emidio Clementi, che ha scelto pagine da “Il diario degli errori” di Ennio Flaiano, e l’illustratrice Octavia Monaco. L’opera dell’italianista e studioso della cultura materiale, Piero Camporesi, è stata il filo conduttore della manifestazione: “Il cibo è cultura – sottolinea il presidente di Coop Adriatica Gilberto Coffari - cultura del territorio, cultura dei popoli, ed è anche uno strumento di solidarietà. Ad alta voce unisce tutto questo”.
La giornata è stata aperta dalla suggestiva lettura a casa di un utente di Ausilio per la cultura, "L'incendio di via Keplero" di Carlo Emilio Gadda, ad opera dello scrittore Valerio Varesi. Subito dopo, alle 9,30, in tanti hanno occupato i 120 posti a sedere della sala del Cinema Lumière, dove alle 10,30 i doppiatori Christian Iansante e Roberto Pedicini hanno prestato la voce, rispettivamente, ad una lettera di Pasolini a Italo Calvino e alla lettera all’elicotterista Stefano Melone, morto di leucemia a seguito della missione in Kossovo, scritta da Adelchi Battista. Lo sceneggiatore Fabio Bonifacci ha portato invece “Lo spirito di perfezione” di Georges Roditì.
Ancora le parole di Pier Paolo Pasolini, con il celebre articolo di denuncia sulle stragi “Io so” tratto dagli “Scritti corsari” sono state protagoniste della lettura di Pino Maniaci alle 11 alla sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. Maniaci, direttore della piccola emittente televisiva TeleJato di Partitico, ha introdotto le letture sottolineando la sua emozione di siciliano, nato dunque in terra di stragi, a leggere nella sala dove accadde nel 1980 l’attentato di Bologna. Sempre su Pasolini le poesie di Gianni D’Elia lette dall’autore, mentre il poeta Gregorio Scalise ha portato alcuni suoi versi tratti da “Opera Omnia”.
Una piccola folla di alcune centinaia di spettatori ha seguito l’evento al Dipartimento e alla Biblioteca di Italianistica, dove è custodito il fondo librario di Piero Camporesi, con la proiezione del video “Academico di nulla academia”, sul patrimonio librario dello studioso di storia dell’alimentazione, attualmente in fase di catalogazione, e sul suo percorso di ricerca. Brani tratti dalle opere dello studioso sono stati letti dagli attori Matteo Belli e Angelo Generali e dal giornalista Bruno Gambarotta, con l’accompagnamento musicale di Antonio Stragapede e Daniele Dall’Omo. A sorpresa la figlia di Camporesi, Aurelia, ha portato un testo inedito del regista teatrale Marco Baliani, scritto per l’occasione e dedicato a suo padre.
Alle 14 erano un centinaio gli spettatori dell’appuntamento in piazza San Giovanni in Monte dove lo sceneggiatore e scrittore Donato Carrisi ha letto brani da “Hannibal” di Thomas Harris, Marcello Fois “Storie di Cronopios e di Famas” di Cortazar, e Maurizio Maggiani il brano del grillo parlante di Pinocchio collodiano, mentre la psicologa Maria Rita Parsi ha letto un brano di Camporesi.
Alle 14,30, tra gli stucchi e gli affreschi dell’Hotel Baglioni, le tradizioni alimentari e culinarie dell’India, della Somalia, dell’Etiopia e della Romania sono state l’oggetto delle letture delle scrittrici migranti Lily Amber Laila Wadia, Shirin Ramzanali Fazel, Carla Macoggi, e Gabriella Preda, mentre i pregiudizi sulle immigrate dai paesi dell’Est sono l’argomento del libro dell’ucraina Marina Sòrina
Alla casa di riposo per artisti e operatori dello spettacolo “Lyda Borelli”, alle 15,30, erano oltre 150 ad ascoltare lo scrittore Enrico Brizzi , la docente di italianistica Niva Lorenzini e gli attori Stefano Nosei e Lucia Poli. Alle 16 è stata Flavia Franzoni, docente di organizzazione dei servizi sociali e componente del comitato scientifico di Ad alta voce, ad introdurre la lettura alla parrocchia della Dozza, stracolma. Qui Tahar Lamri, algerino, ha letto brani di Luigi Meneghello e alcune poesie in dialetto romagnolo, mentre lo statunitense Paul Polansky ha portato sue poesie sui rom morti nei campi di sterminio. Il parroco don Giovanni Nicolini ha letto “Il cantico dei cantici” di San Francesco.
Alla stessa ore qualche centinaio di adulti e bambini hanno ascoltato l’autore per l’infanzia Stefano Bordiglioni, l’architetto Gilberto Canu, l’attore Angelo Generali e gli scrittori Gabriele Cremonini e Susanna Trippa leggeranno al Giardino del Guasto, spazio verde restituito alla città dopo un lungo periodo di degrado, ed oggi gestito dall’omonima associazione di genitori. Mentre alle 16 i giocatori della Virtus hanno letto davanti all’Ambasciatori attirando decine di persone sorprese e divertite, recitando brani in spagnolo, finlandese, inglese, serbo. Fin dalla mattina lo spazio davanti alla librerie è stato animato da un gruppo di autori aderenti all’associazione scrittori bolognesi e dal gruppo di lettura “La bottega dell’elefante”, tra i quali Silvia Torrealta, Licia Giaquinto e Michela Turra. “Ad alta voce” ha visto anche la partecipazione dei giovani autori selezionati dal premio letterario Coop for words 2009, mentre venerdì sera il Cimitero monumentale ha registrato il tutto esaurito per la lettura tratta da “Le ceneri di Gramsci”.
La tappa bolognese della manifestazione si conclude alle 18 all’Aula Magna di Santa Lucia, con la conduzione di Pino Maniaci, la regia di Paolo Billi e gli interventi musicali del compositore Ezio Bosso. Oltre ad alcuni dei protagonisti delle letture della giornata e ad un volontario di Ausilio per la Cultura, sono presenti il giornalista Daniele Biacchessi e l’attrice Tiziana Masi, l’etologo Giorgio Celli, il presidente della cooperativa Placido Rizzotto Gianluca Faraone – che a Corleone lavora i terreni confiscati alla mafia – l’attrice Ottavia Piccolo e la scrittrice migrante Lily-Amber Laila Wadia. Assente Liliana De Curtis, figlia di Totò, che ha fatto pervenire una sua video-lettera.
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