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Ottobre 2010: dieci anni ad alta voce

04/05/2010
A Venezia sabato 9, a Cesena venerdì 15, a Bologna sabato 16 ottobre tornerà l'appuntamento che coniuga cultura e solidarietà. Siamo al lavoro per organizzare una edizione speciale, una festa di chi scrive e di chi legge, per rendere indimenticabile il decennale della prima manifestazione di lettura ad alta voce in Italia.

SarĂ  un evento "memorabile"

24/06/2010
I dieci anni dalla prima edizione del 10 novembre 2001 a Bologna, offre l'occasione di una edizione doppiamente "memorabile": festeggiare il decennale della prima manifestazione di lettura ad ad alta voce diffusa per una città intera e riflettere sul significato di "memoria/e".

Anche i luoghi protagonisti di Ad alta voce

24/06/2010
Il comitato promotore e i comitati organizzativi di Bologna, Venezia e Cesena - già da tempo al lavoro per ideare e realizzare la prossima edizione di ottobre - stanno valutando l'introduzione di un elemento di novità nella programmazione che da sempre ha puntato sulla scelta di spazi alternativi, rispetto alla fruizione culturale, come "set" delle letture pubbliche.

La nona edizione nel nome di Camporesi

04/05/2010
Il cibo come bisogno, cura e solidarietà,  ma anche tramite dei sentimenti, simbolo, espressione della cultura, interprete delle tradizioni popolari è stato il filo conduttore della edizione 2009 che si è svolta il 10 ottobre a Bologna, il 16 a Cesena e il 17 a Venezia con grande successo di pubblico
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Gianni Vattimo per la prima volta Ad Alta Voce

Il grande filosofo italiano parla del cibo, filo conduttore della manifestazione, e della fame come bisogno sociale. Ed è incuriosito dall’iniziativa: “Credo che sia molto bello far leggere dei testi di altri autori e credo sia una bella formula”

"E' la prima volta che partecipo a questa iniziativa e sono molto curioso", ammette Gianni Vattimo, uno dei maggiori filosofi italiani e teorico del pensiero debole, chiave per la democratizzazione della società, la diminuzione della violenza e la diffusione del pluralismo e della tolleranza. "Credo che sia molto bello far leggere dei testi di altri autori e credo sia una bella formula ". Il tema della manifestazione è la fame, il cibo che non c'è e la crisi, che non è solo quella economica. Per il filosofo la fame è sì "bisogno sociale, ma rischia anche di diventare fame di nutrimento spirituale" .E come non pensarlo? Oggi il grande successo di molte manifestazioni e festival di letteratura, di filosofia o matematica rispondono alla "gente che va a cercare luoghi insoliti, luoghi supplenti, dove trovare contenuti". Supplenti come le maestre in classe che Vattimo trova addirittura "distratte dal loro lavoro perché costrette a supplire il personale dei refettori durante i pasti".
Una conseguenza dei pochi i fondi, spesi male, per la cultura da parte delle istituzioni e della poca attenzione alle nuove generazioni. E per il filosofo chi ci rimette è proprio la scuola "che perde l'occasione di raccontare e affascinare. Certo i luoghi dove si legge ad
alta voce sono cornici più attraenti, ma sono gli stessi testi che la gente avrebbe potuto imparare a scuola e magari un po' se ne dispiace".

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24/09/2009